Siamo nell’anno di grazia 2021 (o di disgrazia come potrebbe dire qualcuno), a circa un anno dall’inizio di una pseudo epidemia che infiniti lutti addusse, non agli Achei, ma a buona parte della popolazione, e dato che siamo in Italia, limitiamoci al nostro paese.
Lutti attribuibili sia a perdite di persone che di attività e al governo del paese, ma l’articolo non ha uno scopo polemico nei confronti delle autorità suddette (se pur sarebbe corretto), bensì di illustrare una delle principali cause di morti in certi ambienti e non parliamo di Covid.
Parliamo di un nemico battibile forse con mascherine, un nemico che ci accompagna da decenni e si chiama inquinamento e per i nostri scopi parleremo di quello atmosferico.
Un nemico che come detto è appollaiato alle nostre spalle e non perde occasione di ferirci, ma nonostante la sua insidiosità e la negatività di tutto questo periodo qualche buona notizia appare.
Sembra che i livelli di inquinamento atmosferico nel 2020 siano calati, complici di ciò la prigionia forzata che abbiamo subito nei mesi dell’anno passato.
Sul fatto che questa sia una buona notizia ci sono pochi dubbi, si potrebbe discutere sul come sia successo tutto questo, ma lo lasciamo ad altri palchi.
Allora il livello di inquinamento atmosferico nell’aria è diminuito nel 2020, quindi evviva il lockdown? Ci sarebbe da argomentare su questo, ma prima di cantar vittoria e stappare lo champagne, vorrei ricordare che quanto detto sopra riguarda il 2020, e noi in che anno siamo? Il 2021 giusto?
E allora abbassiamo i calici, perché il bel primato succitato, in questi due mesi del 2021 è già andato in fumo e non solo metaforicamente parlando.
Allora che fare, torniamo a stare tutti chiusi in casa?
Visti i risultati ottenuti sull’economia del paese con queste misure potremo seguire le mosse di un certo Adolf di un giorno nell’aprile 1945, il risultato cambierebbe poco.
L’illogicità di quanto sopra riporta al discorso di cosa fare, non sono solo le auto e le fabbriche a produrre inquinamento atmosferico, un ruolo non indifferente lo gioca il riscaldamento domestico.

L’energia rinnovabile e la nostra società

Ma pensiamo a come si produce l’energia che, ad esempio è necessaria per le industrie, i negozi e le abitazioni, nella maggior parte dei casi questa energia viene da combustibili fossili, potremo forse dire che sono quelli di prima mano, o i più facili da usare, il che non è scorretto, ma ciò contribuisce non poco a creare inquinamento.
Ovviamente non è che negozi, fabbriche o abitazioni debbano restare senza energia elettrica o gas, ma che dire delle fonti di energia rinnovabile, ad esempio quelle eoliche o quelle solari?
Potrebbe forse richiedere un po’ più di lavoro installare impianti atti alla gestione di energia rinnovabile, ma che beneficio ne potremmo trarre?
I decessi da inquinamento non sono pochi ed non pochi casi sono collegati al Covid, per cui non sarebbe il caso di preoccuparsi di fonti di energia rinnovabile, anziché pensare solo alla comodità di usare sistemi collaudati da tempo?
In alcuni paesi l’energia eolica o quella solare sono all’ordine del giorno, di conseguenza in questi paesi la qualità dell’aria è migliore di altri paesi, incluso l’Italia.
Altra considerazione sull’energia rinnovabile, quella che viene prodotta da combustibili fossili avrà una fine (si spera il più tardi possibile) mentre invece il vento e il sole non sono esauribili.
Di nuovo non è il caso di buttarsi sull’energia rinnovabile? Malattie dovute ad inquinamento a parte, il pianeta è nostro e se non vogliamo che finisca come in un qualche brutto libro o film di fantascienza sarebbe il caso di una presa di responsabilità nei confronti di questo nostro pianeta.